Associazione Organizzatrice: Multiverso
Titolo: MATRIX 5.0
Luogo: Concordia s/Secchia (MO)
Date: dall'8 al 21 giugno 2009
Sistema di gioco: GURPS
Ambientazione Matrix / Roma, 2008
Numero giocatori: 4-5
Numero master: 1 master e 1 comaster
Durata: 3 h 30' + 30' lettura del background
Incipit dell’avventura.NOTA DELL’AUTORE:
questa avventura si svolge prima della trilogia del film.
INCIPIT PER COLORO CHE NON HANNO VISTO LA TRILOGIA DI MATRIXIl mondo nel quale vivono gli esseri umani non è quello che sembra. Città, case, boschi, oggetti, animali… persino il quotidiano vivere di ogni giorno: lavorare, divertirsi, fare la spesa, respirare, fiutare il profumo di un fiore, assaporare un cibo… niente di tutto questo è veramente reale.
Oltre l’apparenza delle cose c’è Matrix… ma gli esseri umani non sanno cos’è, almeno fino a quando non vengono individuati da un Risvegliato, il quale spiega loro (non sempre facilmente) il terribile segreto che si cela oltre le apparenze.
In realtà, tutti gli esseri umani vivono interconnessi fra loro in una realtà virtuale creata da Matrix, un sistema informatico in grado di stimolare i loro sensi al fine di indurli a credere di stare vivendo una vita vera. Ogni mente di ogni umano è collegata e interagisce con le altre come in Rete, e la realtà virtuale all’interno della quale essa vive è così perfezionata da essere indistinguibile dalla realtà. I corpi degli esseri umani, invece, sono rinchiusi in miliardi di moduli di sostentamento completamente automatizzati. Nascono e vivono dentro questi loculi di metallo, alimentati per via endovenosa e immersi in un liquido preservante, e alla loro morte vengono scomposti in sostanze organiche semplici da utilizzare per nutrire coloro che sono ancora vivi.
Perché tutto questo orrore? Come mai gli esseri umani vengono coltivati come messi? La seguente verità sembra essere quella più plausibile:
In un’epoca ormai dimenticata scoppiò la guerra fra gli umani e le loro creazioni, le Macchine, ed essa durò (forse) per centinaia di anni, consumò tutte le risorse energetiche del pianeta e oscurò persino il sole con una coltre impenetrabile di nubi di cenere, rendendo la terra buia e sterile. Solo pochi fortunati riuscirono a sopravvivere nel sottosuolo dentro enormi metropoli isolate dalla devastazione e continuarono la loro guerra contro le Macchine senza alcuna tregua. La maggior parte degli umani, invece, venne imprigionata dalle Macchine e “coltivata” dentro ai loculi allo scopo di sfruttare la bioenergia elettrica prodotta dai loro corpi, senza la quale le Macchine non avrebbero potuto continuare a sostentarsi.
Per impedire che l’isolamento mentale degli individui facesse degenerare le loro menti riducendo la produzione di bionenergia, le Macchine li interfacciarono fra di loro in un sistema a realtà virtuale chiamato Matrix. Quella realtà fasulla è la loro prigione, nella quale essi vivono, ignari dell’orrenda realtà.
I Risvegliati sono persone evase da Matrix grazie alla loro forza di volontà o all’aiuto di un altro Risvegliato. Per tutta la vita questi rari individui hanno avuto la sensazione che ci fosse qualcosa che non andava nella realtà in cui vivevano, e una volta evasi dai loculi si sono trovati in un mondo distrutto dalla guerra, senza luce né risorse e braccati da terribili Macchine (chiamate Sentinelle) adibite allo sterminio di questi rivoltosi fuoriusciti da Matrix.
Incuranti del pericolo, i Risvegliati vivono a Eden, l’ultima città sotterranea risparmiata dalla guerra, e periodicamente effettuano delle sortite in Matrix inserendosi abusivamente nella realtà virtuale per prelevare qualche potenziale Risvegliato fra i milioni di dormienti.
Essendo “scollegati” da Matrix e dalla simulazione delle leggi fisiche che la governano, i Risvegliati possono aggirarle! Ignorando la programmazione generata dalle Macchine, essi possono ignorare la forza di gravità effettuando balzi prodigiosi, sviluppare una forza sovrumana e correre a duecento chilometri orari; supportati da un Operatore, i Risvegliati possono addirittura apprendere in pochi istanti una determinata abilità fino a diventarne maestri assoluti, in quanto le informazioni possono essere scaricate direttamente nei loro cervelli.
Nessun dormiente potrebbe competere con loro, ma anche Matrix possiede le sue difese contro questi pericolosi sovversivi: gli Agenti.
Programmi di intelligenze artificiali spietati ed efficienti, gli Agenti sono parte integrante della Rete ed esplorano costantemente Matrix alla ricerca dei Risvegliati. Un agente possiede capacità di calcolo così elevate da essere forte, veloce e potente oltre ogni umana comprensione, e per muoversi rapidamente può anche “saltare” da un dormiente all’altro, impossessandosi del suo corpo; uno solo di questi esseri è in grado di sterminare qualsiasi Risvegliato riesca a individuare, per questo la fuga è sempre la migliore strategia da seguire contro questi mostri informatici… ammesso una fuga sia possibile.
DA QUI POTETE LEGGERE L’INCIPIT SE AVETE VISTO LA TRILOGIA DI MATRIXSiamo a Roma, nell’anno 2008: le rovine del Foro, il Colosseo, la calca della gente nella metropolitana, il vociare dei teppistelli nei vicoli, lo sguardo dei gatti randagi accoccolati sui muri… tutto è creato e connesso a Matrix, ma i milioni di persone che vivono nella capitale non si rendono conto che in realtà sono in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non si può vedere.
Una strana profezia corre fra i risvegliati già da qualche anno: si dice che a Roma, fra i Dormienti, esista un individuo i cui poteri potrebbero contrastare definitivamente lo strapotere delle macchine senzienti.
Secondo qualche strana leggenda, costui sarebbe “l’Eletto”.
Trovarlo e risvegliarlo significherebbe dare una svolta eccezionalmente importante, forse decisiva per le sorti della guerra fra gli uomini e le Macchine. Purtroppo, fino ad ora, la ricerca è stata vana. Solo il capitano Aldebaran, della nave Argo, continua imperterrito la sua ricerca mentre a Eden, l’ultima città sotterranea, si svolge una importante riunione fra tutti i capitani della resistenza…
* * * * * * *
La Argo scivolava abilmente fra i cunicoli sotterranei alla ricerca della superficie terrestre, l’unico luogo dal quale si potevano trasmettere abusivamente le proprie coscienze in Matrix. Il gruppo di infiltrazione del capitano Aldebaran aveva recuperato un Risvegliato che si faceva chiamare Byte appena due ore prima, più per caso che per effettiva necessità di missione, ed era ritornata nelle gallerie profonde per ricaricare i condensatori termici. Terminate le operazioni di ricarica previste dalla routine, la nave galleggiante si stava nuovamente dirigendo verso la superficie quando una serie di allarmi illuminò il quadro comandi e risuonò all’interno della nave. Il comandante Aldebaran arrivò trafelato sul ponte di comando:
“Repulsar!” esclamò. “Confermami subito quello che vedo!”
“Confermo, capitano Aldebaran!” rispose l’Operatore, rapidissimo nel verificare quello che stavano ricevendo i sensori. “Un esercito di Sentinelle! E’ immenso, non sono meno di duecento milioni di macchine da guerra a ingaggio singolo… con tre giganti meccanici trivellatori… un assalto campale in piena regola, non c’è dubbio!”
“Rotta?” chiese Aldebaran, anche se sapeva già la risposta.
“3-2-0 steradianti, avanzamento in profondità a 12 chilometri orari medi.”
“Eden…” mormorò Aldebaran. “Vanno verso Eden…”
L’equipaggio fu radunato, e in meno di un minuto furono tutti sul ponte: Oltre al capitano Aldebaran c’erano il secondo in comando Spinner, l’operatore Repulsar, e gli infiltratori Caesar, Load Error, Aracne e Scanner. Era presente anche Byte, ancora sdraiato sul letto ospedaliero; Aldebaran aveva richiesto espressamente la sua partecipazione alla missione come riserva. Sarebbe certamente stato più utile dentro Matrix che fuori a languire.
Nessuno osava dire una sola parola. Non si era mai visto un tale esercito di Macchine in movimento prima di allora, e la consistenza di quell’esercito faceva presagire una sola cosa: le Macchine si erano finalmente decise a forzare le protezioni di Eden per spazzarla via una volta del tutte.
“Cosa facciamo capitano?” chiese Spinner, il secondo in comando. “Torniamo a Eden per dare supporto?”
Dopo pochi secondi di riflessione, Aldebaran parlò:
“No. Il nostro contributo sarebbe irrilevante, e poi siamo l’unica nave ancora in esplorazione, nel tempo che impiegheremmo a tornare sarebbe già tutto finito. A Eden presto sapranno di questo attacco e si prepareranno a sostenerlo.”
“Forse non è un caso che le macchine abbiano scelto questo momento per lanciare un assalto di massa” aggiunse Spinner. “Tutte le nostre navi sono attraccate a Eden, solo noi siamo ancora in esplorazione”
“Poco importa” disse Aldebaran. “A questo punto non abbiamo più altra scelta: acceleriamo verso la superficie, ci immergiamo in Matrix” dopodiché aggiunse, deciso: “Lo troveremo. Troveremo l’Eletto. E’ l’unica speranza che ci rimane.”
Non ci dovevano essere dubbi; questa volta avrebbero trovato l’Eletto. Non poteva esserci alcun’altra scelta, lo avrebbero trovato e risvegliato… o sarebbero tutti morti assieme a Eden.
“Preparatevi all’immersione, stavolta voglio che tutti voi…”
Un altro allarme risuonò nella cabina di pilotaggio, e tutti ne capirono il significato.
“Capitano! Allarme di collisione prossima! Sentinelle in rotta di collisione con la Argo! Sono circa… trecento, non possiamo affrontarle tutte! Non possiamo… non possiamo neppure evitarle…”
Erano finiti. Il tunnel che stavano percorrendo non aveva vie di fuga se non in superficie, e quelle Sentinelle non si sarebbero mai fermate. Avrebbero seguito il loro programma principale, raggiungere Eden, senza preoccuparsi di evitare l’impatto con la Argo.
“Io vado nella torretta dorsale” decise a quel punto Spinner. La sua voce era fredda e decisa, sembrava quella di una macchina. “Morto per morto, ne voglio portare con me almeno un centinaio.”
Era una vita che Spinner desiderava quel momento: sfogarsi, morire urlando, maledicendo quelle Macchine che gli avevano tolto tutto e lo avevano logorato nello spirito fino a sfibrargli l’anima. Solo il capitano avrebbe potuto dissuaderlo, ma Aldebaran non gli disse niente e si mise subito ai comandi, iniziando a dare i suoi ultimi ordini:
“Operatore Repulsar, voglio tutta l’energia secondaria ai comandi di prua e ai campi di protezione cerebrale dell’equipaggio. Collega il mio sistema nervoso ai comandi principali. Questa nave arriverà in superficie se io voglio che ciò avvenga.”
“Capitano…”
“La manovra può riuscire, Repulsar, lo sai meglio di me! Predisponi un lampo EMP degno di questo nome e orienta gli emettitori a prua e amplificali al 200%, se si fulminano è lo stesso, non ci sarà una seconda occasione. Convoglia l’energia degli altri emettitori ai sistemi di propulsione, così la nave resterà in piedi e non precipiteremo. La Argo resisterò all’urto contro quei rottami se ne buttiamo giù un bel po’ prima di impattarli. Non devono essere più di cento o diventeremo carne macinata. In questo senso, Spinner ci darà una bella mano.”
Nessuno osò ribattere agli ordini del capitano. Repulsar collegò rapidamente i controlli della nave al sistema nervoso del capitano introducendogli un lungo e appuntito jack nella porta nucale. La Argo ebbe un sussulto, ma niente di più. La cloche ora si muoveva da sola, senza che nessuno la toccasse; Aldebaran era l’unico membro dell’equipaggio dotato di una connessione compatibile con i controlli della nave.
“Gli emettitori ECM di prua fulmineranno sicuramente il navicomputer e tutti i sistemi secondari, ma se ci sarò io ai comandi e sarò interfacciato, il lampo ECM fulminerà solo me. La mia mente e il mio corpo faranno da fusibili” detto questo, si voltò verso l’equipaggio e disse: “So che morirò… ma la mia morte non sarà vana se voi superstiti troverete l’Eletto. Arrivati a questo punto, è la nostra unica speranza per salvare Eden. Avete poche ore per riuscirci, dopodiché sarà la fine per tutti.”
“Capitano! Sentinelle in avvicinamento!” disse la voce di Spinner dagli altoparlanti. “Mi preparo a fare fuoco! Cinque secondi!”
“Mi fido di tutti voi.” Disse Aldebaran, seriamente, dopodiché accelerò l’andatura della Argo.
“Lampo ECM in carica! Prepararsi all’impatto!”
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